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| Il vero simbolo del teatro terapeutico è la casa privata. Qui il teatro emerge nel suo senso più profondo, perchè i segreti più preziosi resistono violentemente rifiutando di lasciarsi toccare e mettere in mostra. E' l'elemento completamente privato. La prima casa stessa, il luogo dove la vita comincia e finisce, la casa della nascita e la casa della morte, la casa delle più intime relazioni interpersonali diventa un palcoscenico e uno scenario. Il proscenio è la porta centrale e il balcone. La platea è nel giardino, nella strada. Le persone recitano di fronte a sè la loro stessa vita. Il luogo del conflitto e il suo teatro sono gli stessi. Vita e fantasia diventano uguali e simultanee. Le persone sperimentano la realtà per la seconda volta, ma come padroni. Tutto il passato viene trascinato fuori dalla sua tomba e risponde all'appello. Perchè i protagonisti possono uscire dalle loro gabbie, essi rivelano le ferite più profonde e segrete, che ora sanguinano apertamente. J.L.Moreno Manuale di Psicodramma. Il teatro come terapia |
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7 visitatori online| Teatroterapia: cos'è? |
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| Scritto da Elena Reduzzi |
| Lunedì 27 Luglio 2009 20:12 |
Moreno Jacob Levy (Bucarest 1889 - New York 1974), psicologo romeno.Carismatico ed eccentrico, è considerato il fondatore del teatro terapeutico. Ripudiando l'interpretazione verbale della psicoanalisi di Freud, M. contrappone: l'azione come strumento d'indagine, la vita concreta come scenario, il gruppo come supporto al singolo. Se le materie di partenza sono psicoanalisi, psichiatria, teatro (psicoanalisi e teatro), punto d'arrivo sarà lo psicodramma, che tenta un dialogo tra le discipline della comunicazione e dell'analisi. M. elabora progetti rivolti agli emarginati, certo che il `mettersi in gioco' costituisca un fattore terapeutico. Crea il Teatro della spontaneità (Vienna 1922-25), spazio dove liberare la propria espressività: ogni sera M. conduce drammatizzazioni a canovaccio a partire dai suggerimenti del pubblico. Palco e platea si compenetrano. Non esiste un cast. Non esistono personaggi. Alla drammaturgia, che impone all'attore di ripetere battute scritte da un drammaturgo, M. sostituisce la creaturgia: ciascun spettatore è, hic et nunc , creattore delle proprie battute. Nasce la `religione dell'incontro', secondo cui "una persona può diventare agente terapeutico di un'altra" attraverso la sincerità di una relazione. Il totalmente privato viene denudato in teatro. Nel 1923 M. fonda `Il giornale vivente', messa in scena spontanea di avvenimenti appresi dalla lettura Nel 1931 promuove il Teatro dell'improvvisazione (`Impromptu Theatre'), prosieguo del Teatro della spontaneità, seppur meno famoso. Sempre nel '31, durante un convegno internazionale sulle prigioni a Sing Sing, M. parla per la prima volta di psicoterapia di gruppo, dando il via a un settore ancora seguitissimo in America. Note le forme di psicoterapia di gruppo da lui introdotte. Il sociodramma è un gioco drammatico, centrato sulla crescita del gruppo, che esplora temi appartenenti alla sfera collettiva (pregiudizi, tabù sociali, conflitti intragruppali): l'obiettivo è la rielaborazione di valori comuni.
Elena Reduzzi
Dizionario dello Spettacolo http://www.delteatro.it/dizionario_dello_spettacolo_del_900/m/moreno.php
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Luglio 2009 20:32 |






