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| Il vero simbolo del teatro terapeutico è la casa privata. Qui il teatro emerge nel suo senso più profondo, perchè i segreti più preziosi resistono violentemente rifiutando di lasciarsi toccare e mettere in mostra. E' l'elemento completamente privato. La prima casa stessa, il luogo dove la vita comincia e finisce, la casa della nascita e la casa della morte, la casa delle più intime relazioni interpersonali diventa un palcoscenico e uno scenario. Il proscenio è la porta centrale e il balcone. La platea è nel giardino, nella strada. Le persone recitano di fronte a sè la loro stessa vita. Il luogo del conflitto e il suo teatro sono gli stessi. Vita e fantasia diventano uguali e simultanee. Le persone sperimentano la realtà per la seconda volta, ma come padroni. Tutto il passato viene trascinato fuori dalla sua tomba e risponde all'appello. Perchè i protagonisti possono uscire dalle loro gabbie, essi rivelano le ferite più profonde e segrete, che ora sanguinano apertamente. J.L.Moreno Manuale di Psicodramma. Il teatro come terapia |
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7 visitatori online| Teatro ed Handicap |
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| Scritto da Elena Reduzzi |
| Martedì 28 Luglio 2009 10:48 |
Agli inizi del percorso: Teatro ed HandicapNell’aprile 1996 mi sono laureata in Università Cattolica di Milano in Storia del Teatro e dello spettacolo (disciplina all’interno dell’indirizzo Comunicazioni Sociali), con una tesi di 600 pagg. su “Gli aspetti antropologici nella teatroterapia”. Nel 1998, per la casa editrice milanese Baldini & Castoldi, che stava pubblicando il Dizionario dello spettacolo del ‘900, mi sono occupata delle seguenti voci, poi lì pubblicate: Teatroterapia, Psicodramma, J.L. Moreno. Quest’esperienza di scrittura mi ha portato ancora di più a riflettere su certe tematiche. Dallo PSICODRAMMA e dal Teatro della Spontaneità di Moreno, dai quali ero partita, mi sono sempre più concentrata sugli sviluppi del teatro del ‘900 (dapprima Stanislavskij, Grotowski e Barba; poi Boal e il Teatro degli Oppressi). Così il Teatro ed Handicap, grazie al quale ho lavorato con diversi gruppi di diversamente abili, mi ha fatto ulteriormente comprendere le molte potenzialità che questa antichissima forma di espressione e comunicazione umana, il Teatro appunto, offre per mettere più in luce e dare nuova dignità alla diversità. Attraverso il teatro l’uomo ha sempre cercato di esprimere qualcosa che accadeva nella società o dentro di lui o ciò in cui lui credeva e faceva. Con il teatro anche il diversamente abile ha un suo modo di comunicare il pensiero, le emozioni, le proprie paure. Ora, a dieci anni di distanza mi ritrovo a riflettere non solo sulle possibilità espressive dei diversamente abili, ma anche su un discorso sociologicamente più ampio di H e territorio, con l’obiettivo di diffondere una mentalità “in rete” tra le varie agenzie educative, le famiglie dei diversamente abili e i soggetti stessi. Per quanto attiene invece più strettamente l’esperienza didattica e quindi i miei servizi scolastici prestati, mi sono capitati A.S. in cui ho avuto una cattedra sul sostegno (Area umanistica), anziché avere la cattedra curricolare. Nella fattispecie 1.Liceo Artistico “S.Weil” Treviglio (Bg)- febbr./ giugno 2002 2.Polo I.P.S.I.A.“Mozzali” Treviglio (Bg)- dic 2002/giugno 2003 3. Liceo Scientifico “Mascheroni”,Bg- ottobre 2004/ maggio 2005 |
| Ultimo aggiornamento Sabato 01 Agosto 2009 22:26 |






