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| Il vero simbolo del teatro terapeutico è la casa privata. Qui il teatro emerge nel suo senso più profondo, perchè i segreti più preziosi resistono violentemente rifiutando di lasciarsi toccare e mettere in mostra. E' l'elemento completamente privato. La prima casa stessa, il luogo dove la vita comincia e finisce, la casa della nascita e la casa della morte, la casa delle più intime relazioni interpersonali diventa un palcoscenico e uno scenario. Il proscenio è la porta centrale e il balcone. La platea è nel giardino, nella strada. Le persone recitano di fronte a sè la loro stessa vita. Il luogo del conflitto e il suo teatro sono gli stessi. Vita e fantasia diventano uguali e simultanee. Le persone sperimentano la realtà per la seconda volta, ma come padroni. Tutto il passato viene trascinato fuori dalla sua tomba e risponde all'appello. Perchè i protagonisti possono uscire dalle loro gabbie, essi rivelano le ferite più profonde e segrete, che ora sanguinano apertamente. J.L.Moreno Manuale di Psicodramma. Il teatro come terapia |
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We have 5 guests online| Teatro d'improvvisazione |
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| Written by Elena Reduzzi |
| Monday, 27 July 2009 20:40 |
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Quando vivevo in California, 2 volte la settimana partecipavo alle ‘open sessions’ di teatro d’improvvisazione presso l’Improv.Theatre di S.Francisco, un vero ‘pout pourri’ di personalità creative (attori, drammaturghi etc.) che si incontravano lì, provenienti dalle più disparate parti del mondo. Unica regola: mettersi in gioco, a partire dalle poche indicazioni date dal conduttore-regista Jhon (in piedi, a sinistra; vedasi Immagini U.S.A., n° 6-7). Per esempio: Jhon chiamava in scena 7 persone (come nel nostro caso della fotografia). Jhon, in poche parole, si limitava a dire: dove si svolgeva la scena (When, per es. in un porto); quando (Where, per es., durante una notte tempestosa); Chi (Who, i protagonisti, per es. una coppia di innamorati, 3 ubriachi e due marinai), What (che cosa stanno facendo lì), How (come). A partire da queste 5 minime indicazioni, noi dovevamo ‘improvvisare’, ossia mettere in scena per il pubblico qualcosa di estremamente credibile, come se avessimo avuto in mano un copione preciso, ma in realtà senza aver mai provato nulla. Il Teatro d’Improvvisazione, pertanto, insegna che il saper improvvisare è una dote e che a monte deve esserci molta elasticità mentale e preparazione teatrale, capacità di adattarsi, di mettersi in gioco, di ascoltare l’altro senza sovrapporsi e creare interazioni coerenti. Era il 1977 quando Gravel e Yvon Leduc, due attori canadesi, crearono una nuova forma di spettacolo: il Match d´Improvvisazione Teatrale, realizzando l´utopia di una performance completamente improvvisata. Nel 1984, sempre in Canada, nasce la prima forma di Teatro d’Impresa, con la fondazione della società Thèâtre à la carte da parte di Christian Poissonneau, il primo ad applicare la metodologia teatrale alla formazione aziendale e a divulgare questo innovativo e originale sistema. Poissonneau, convinto che ogni azienda avesse un suo vissuto fatto non solo di cose da comunicare e condividere, ma anche di conflitti e problemi di organizzazione, iniziò con interventi di recitazione basati sulle storie aziendali ognuna ambientata nel proprio contesto organizzativo. Non erano semplici rappresentazioni di intrattenimento e animazione, ma un valido mezzo di comunicazione, riflessione e formazione. Perché teatralizzare la formazione?La figura del formatore, così come quella del leader, si può paragonare a quella dell’attore e del regista. Entrambi devono saper stare sul "palcoscenico” e saper organizzare il lavoro assegnando i ruoli giusti alle persone giuste, essere credibili e persuasivi coinvolgendo il loro “pubblico” sia sul piano razionale comunicando contenuti, che emotivo trasmettendo energia e simpatia. Devono essere in grado di comunicare efficacemente attraverso linguaggi verbali e non verbali in stili diversi in presenza di varie tipologie di “spettatori”, e avere il carisma necessario per attrarre l’attenzione e quindi, trasferendo il concetto in ambito aziendale, devono saper motivare e gestire gruppi di collaboratori. Oltre a sviluppare la leadership, il teatro in azienda è altamente esperienziale per le varie figure professionali e aiuta nei percorsi formativi utili per il team-building, per la capacità di lavorare in gruppo, per l’apprendimento di tecniche di negoziazione e vendita, per una comunicazione molto efficace all’interno e all’esterno dell’azienda, per la gestione dello stress, dei conflitti e degli imprevisti dovuti ai cambiamenti e alle innovazioni aziendali. Si tratta di una formazione-azione. Infatti la formazione supportata da tecniche teatrali fa sì che i partecipanti, lavorando con la mente, il corpo e le emozioni, acquistino maggiore consapevolezza di sé, del proprio ruolo e delle proprie capacità, e sviluppino la loro creatività, la capacità di comunicare e l’empatia. Inoltre il “fare teatrale” mette in gioco aumentando la sicurezza in se stessi e offre la possibilità di sperimentare aspetti diversi della propria personalità e di scoprire nuove potenzialità cambiando identità in scena. È un mezzo divertente e ironico che rompe la monotonia e sdrammatizza la realtà e crea situazioni virtuali dove tutto può diventare possibile, dove la finzione può far emergere questioni altrimenti sommerse nel “non detto”, e dove i problemi possono essere affrontati anche da altri punti di vista con la possibilità dunque di trovare soluzioni alternative. Utile a tal fine è l’apprendimento delle tecniche di improvvisazione teatrale che aiutano molto nella gestione degli imprevisti che in questo modo non sempre vengono percepiti solo come ostacoli da superare, ma possono trasformarsi in spunti per un cambiamento talvolta anche originale. L’ Improvvisazione teatrale è, dunque, una forma di teatro dove gli attori non seguono un copione definito, ma recitano ‘improvvisando’. In un certo senso, analizzando la Storia del Teatro, si può affermare che le origini dell'improvvisazione teatrale risalgono alla Commedia dell’Arte, con le "recite a soggetto", o se si vuole anche all'avanspettacolo: la differenza fondamentale sta però nella maggiore interazione con il pubblico, che ha una parte attiva nel dirigere la rappresentazione verso l'uno o l'altro tema. Le improvvisazioni cosituiscono, nell'arte della recitazione, le varianti al copione e/o al canovaccio apportate dagli interpreti e non contenute nel testo. Fin da Aristofane abbiamo tracce di questa tecnica, legata principilmante alla commedia ed al teatro popolare. Portata agli estremi da Plauto e dall'istrione, la tecnica dell' improvvisazione diventò fondamentale (come accennato sopra) nella Commedia dell’Arte, tanto da diventare, con l'uso del canovaccio, la caratteristica fondamentale della tecnica recitativa professionale. Fu poi ripresa dall'avanspettacoli e dal teatro di Rivista con grandissimi interpreti quali Petrolini, Totò, Macario. È poi diventata tipizzante del teatro più vicino alla tradizione popolare e di quello dialettale, come, ad esempio, le opere di De Filippo. Caratteristiche fondamentali dell'improvvisazione teatrale sono il lavoro di gruppo, la comunicatività, la creatività spontanea e la capacità di prendersi dei rischi, poiché gli attori non hanno neppure la conoscenza di cosa faranno i loro compagni in scena. Importante anche la rapidità nel prendere decisioni, e l'adattamento alle situazioni assolutamente impreviste che si possono verificare durante gli spettacoli. Uno spettacolo di "short forms" è fondamentalmente un contenitore all' interno del quale vengono create una serie di scene eterogenee per quanto riguarda temi e stili di recitazione, e di durata variabile da uno a quindici minuti circa. Si ricordano in particolare il match di improvvisazione teatrale e l´imprò, i più noti spettacoli nell' ambito di questa disciplina. Il primo è più diffuso nei paesi francofoni; l’altro è un genere teatrale ed uno spettacolo di improvvisazione teatrale nato in Italia nel 2006. Nella “long form” lo spettacolo è composto una singola improvvisazione. La messa in scena rappresenta una o più scene/situazioni, queste ultime di solito sono legate fra di loro da un tema comune. I ruoliSul palcoscenico si fronteggiano due squadre di Attori, composte da quattro (o max. cinque) elementi.
La struttura dello spettacoloUn Game (breve gioco di improvvisazione) introduce il clima dello spettacolo, consente agli attori di “riscaldare il motore” delle proprie capacità improvvisatorie, di instaurare un feeling con gli altri attori e col pubblico. Il Notaio stabilisce la squadra che si aggiudica il Game iniziale e ad essa assegna il compito di dare inizio a Imprò. Lo spettacolo è composto da una serie di scene teatrali improvvisate, secondo questo schema: Duello o Ensemble. Il "Notaio" decide se l'improvvisazione che seguirà sarà una sfida tra le due squadre (nel qual caso, prima improvviserà una squadra, poi l'altra) o una scena costruita dalle squadre in sinergia. In caso di Duello, un giocatore della squadra che ha vinto il Game si presenta in proscenio e si rivolge all'altra squadra con una formula del tipo “il nostro duello avrà a che fare con...” (ed enuncia un tema, per es. la vita di coppia, la sparizione, il malinteso, ecc.) Input del pubblico. Sia nel caso di Duello, sia di Ensemble, un giocatore per squadra si rivolge al pubblico per formulare una domanda la cui risposta verrà utilizzata nell'improvvisazione successiva. Le domande possono essere semplici (per es. “mi dite un mestiere?” o “una nazione extra-europea”) o articolate, così da introdurre eventualmente un tema da sviluppare nella scena (per es. “quale può essere una ragione per intraprendere un viaggio interstellare?” o “qual è il peggior difetto del vostro collega di lavoro?”). Richieste del Notaio. Prese le informazioni dal pubblico, il Presentatore chiede al Notaio se ha da aggiungere qualcosa per l'avvio dell'improvvisazione. Il Notaio può:
Si improvvisa. Accettate le indicazione del pubblico e del notaio, gli attori iniziano a improvvisare, creando dal nulla personaggi, ambientazioni e storie... fino a quando non si abbassano le luci sul palcoscenico. Il "Lucista", come è scherzosamente chiamato, ha il compito importante di cogliere il momento giusto per dare fine alle singole scene, facendo calare il buio; ecco perché anche questo compito è generalmente affidato a un improvvisatore esperto. Il giudizio. Al termine dell'improvvisazione, il presentatore invita il pubblico a esprimere il proprio gradimento per ciascuna squadra, alla quale esso può assegnare, tramite l'esibizione di un cartoncino multi-colorato ricevuto all'ingresso, 1, 3 o 5 punti. Al giudizio del pubblico, il Notaio può eventualmente togliere o aggiungere punti, motivando la sua scelta, in base al ravvisamento di irregolarità compiute dagli attori (mancato rispetto dello stile imposto, dimenticanza dell'input del pubblico, scarsa costruzione drammaturgica, indulgenza all'istrionismo...) o di loro comportamenti teatrali eccellenti. Originalità di ImpròA differenza delle forme di spettacoli di improvvisazione recepti, in Imprò vi è una maggior “responsabilità teatrale” da parte degli attori, in particolare nella scelta dei temi, dei tempi scenici e della costruzione della storia: essi sono, più che in altre forme di improvvisazione teatrale, contemporaneamente attori e registi e, non essendoci limitazioni di tempo, scompaiono ansia e fretta, scompare forse anche la componente “rocambolesca” dell'improvvisazione, a favore però di una maggiore libertà nella creazione di una storia, aumentando quindi, nel pubblico, la percezione di un' “armonia drammaturgica” durante le scene e, forse, di una maggior piacevolezza.
Per ulteriori info, consultare: http://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_d'Impresa http://it.wikipedia.org/wiki/Improvvisazione_teatrale
I laboratori di Improvvisazione teatrale, per essere più ricchi sul piano del Teatro Fisico, potrebbero avvalersi di alcuni esercizi di Contact. La tecnica di Contact Improvisation è fra le più idonee per articolare proposte che vedono protagonisti anche diversamente abili. La Contact Improvisation è una danza, un’attività di movimento che si sviluppa in totale spontaneità e in contatto con gli altri. Ogni buon teatroterapeuta dovrebbe inserire nei propri laboratori alcuni esercizi di Contact dance. |
| Last Updated on Monday, 27 July 2009 20:55 |






