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Fernando Pessoa
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Non sono niente. Fernando Pessoa |
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| Il vero simbolo del teatro terapeutico è la casa privata. Qui il teatro emerge nel suo senso più profondo, perchè i segreti più preziosi resistono violentemente rifiutando di lasciarsi toccare e mettere in mostra. E' l'elemento completamente privato. La prima casa stessa, il luogo dove la vita comincia e finisce, la casa della nascita e la casa della morte, la casa delle più intime relazioni interpersonali diventa un palcoscenico e uno scenario. Il proscenio è la porta centrale e il balcone. La platea è nel giardino, nella strada. Le persone recitano di fronte a sè la loro stessa vita. Il luogo del conflitto e il suo teatro sono gli stessi. Vita e fantasia diventano uguali e simultanee. Le persone sperimentano la realtà per la seconda volta, ma come padroni. Tutto il passato viene trascinato fuori dalla sua tomba e risponde all'appello. Perchè i protagonisti possono uscire dalle loro gabbie, essi rivelano le ferite più profonde e segrete, che ora sanguinano apertamente. J.L.Moreno Manuale di Psicodramma. Il teatro come terapia |
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| Written by Elena Reduzzi |
| Monday, 27 July 2009 20:19 |
Psicodramma , sperimentazione psicoterapeutica di matrice teatrale, che inaugura il settore della `teatroterapia'.È stata coniata dallo psichiatra J.L. Moreno, già fondatore, nella Vienna dei primi anni '20, del Teatro della spontaneità. Lo p. nasce successivamente, dopo il 1925, anno in cui Moreno si stabilisce in America, a Beacon Hill (New York), dove fonderà il Beacon Institute, primo istituto psicodrammatico (1936). Il regista è lo psicodrammatista che, con domande strategicamente mirate, favorisce l'emersione del problema che affligge (talvolta inconsciamente) il soggetto.
Tra i limiti dello p.: l'eccessiva attenzione spostata sul soggetto/attore a scapito del gruppo, il ricorso incompleto al corpo, la conduzione talvolta troppo direttiva. A metà secolo lo p. si diffonde in Europa e America, soprattutto in Francia ad opera di Basquin, Bour, Lebovici, Sch&uulm; tzenberger. Distinguendosi dallo p. `classico' (seguito dalla moglie Zerka Moreno, da L. Yablonsky e G. Boria), lo p. `analitico post-moreniano' si può suddividere in tre indirizzi: freudiano (O. Rosati), teso a enucleare i rapporti inconsci tra desideri interni ed espressioni esterne- aspetto non sempre approfondito da Moreno; lacaniano (Anzieu, i coniugi Lemoine), caratterizzato da: teoria del desiderio di Lacan - che addita il ritrovamento del piacere in un segno che significhi l'assenza di qualcuno o qualcosa a noi caro , giochi di identificazione transferale, proibizione del contatto fisico per valorizzare l'importanza dello sguardo (pulsione scopica), interesse per un'utenza infantile e adolescenziale, aumento di terapeuti per sessione (generalmente un uomo e una donna, simboliche figure paterna e materna); junghiano (M. Gasseau, G. Gasca), che privilegia il lavoro sui sogni e sui simboli ad essi annessi, in un costante bilanciamento tra doppio e ombra, tra ruolo e archetipo collettivo.
Elena Reduzzi
http://www.delteatro.it/dizionario_dello_spettacolo_del_900/p/psicodramma.php
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| Last Updated on Monday, 27 July 2009 20:56 |






