|
Scritto da Elena Reduzzi
|
|
Lunedì 27 Luglio 2009 20:19 |
Psicodramma , sperimentazione psicoterapeutica di matrice teatrale, che inaugura il settore della `teatroterapia'.
È stata coniata dallo psichiatra J.L. Moreno, già fondatore, nella Vienna dei primi anni '20, del Teatro della spontaneità. Lo p. nasce successivamente, dopo il 1925, anno in cui Moreno si stabilisce in America, a Beacon Hill (New York), dove fonderà il Beacon Institute, primo istituto psicodrammatico (1936). L'obiettivo dello p. consiste nell'utilizzare i paradigmi teatrali (attore, regia, palcoscenico, drammaturgia, musica, luci, pubblico) come strumenti per una terapia espressiva attiva ( active psychotherapy ) che si distingua dalla `terapia passiva' freudiana, allora ancora agli albori. Ciò significa che, mentre Freud - `dimenticando' il corpo - faceva sdraiare il paziente sul lettino, instaurando un rapporto strettamente duale (terapeuta-paziente), Moreno invece - rigettando la triade psicoanalitica di Es, Io e Super Io - lascia che il paziente, previo riscaldamento ( warm up ), co-agisca su un palcoscenico circolare costruito su più livelli, corrispondenti simbolicamente alla molteplice espressione delle emozioni.
|
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Luglio 2009 20:56 |
|
Scritto da Elena Reduzzi
|
|
Lunedì 27 Luglio 2009 20:40 |
|
Quando vivevo in California, 2 volte la settimana partecipavo alle ‘open sessions’ di teatro d’improvvisazione presso l’Improv.Theatre di S.Francisco, un vero ‘pout pourri’ di personalità creative (attori, drammaturghi etc.) che si incontravano lì, provenienti dalle più disparate parti del mondo. Unica regola: mettersi in gioco, a partire dalle poche indicazioni date dal conduttore-regista Jhon (in piedi, a sinistra; vedasi Immagini U.S.A., n° 6-7). Per esempio: Jhon chiamava in scena 7 persone (come nel nostro caso della fotografia). Jhon, in poche parole, si limitava a dire: dove si svolgeva la scena (When, per es. in un porto); quando (Where, per es., durante una notte tempestosa); Chi (Who, i protagonisti, per es. una coppia di innamorati, 3 ubriachi e due marinai), What (che cosa stanno facendo lì), How (come). A partire da queste 5 minime indicazioni, noi dovevamo ‘improvvisare’, ossia mettere in scena per il pubblico qualcosa di estremamente credibile, come se avessimo avuto in mano un copione preciso, ma in realtà senza aver mai provato nulla. Il Teatro d’Improvvisazione, pertanto, insegna che il saper improvvisare è una dote e che a monte deve esserci molta elasticità mentale e preparazione teatrale, capacità di adattarsi, di mettersi in gioco, di ascoltare l’altro senza sovrapporsi e creare interazioni coerenti.
|
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Luglio 2009 20:55 |
|
|
Scritto da Elena Reduzzi
|
|
Lunedì 27 Luglio 2009 20:29 |
Psicoanalisi e teatro , linea di pensiero novecentesca che individua nella creazione di relazioni autentiche (tra sé e sé e tra sé e il mondo esterno) l'obiettivo comune a teatro e terapia.
Il gioco si presta bene a quest'obiettivo. In Al di là del principio del piacere S. Freud riconosce nel `gioco del rocchetto' un simbolico tentativo di elaborare l'angoscia del lutto: egli osserva un bimbo di diciotto mesi che lancia ripetutamente lontano un rocchetto legato a un filo per poi riavvicinarlo a sé. Il gioco simboleggia l'allontanamento della madre, motivo d'angoscia per il piccolo, e il suo riavvicinamento. La ripetuta esperienza ludica gli permette di passare da una posizione passiva a una posizione attiva, da spettatore ad attore di una scena giocata e rielaborata in prima persona.
Per D.W. Winnicott, specializzato in psicoanalisi clinica infantile, il teatro è - così come il gioco per il bambino - uno `spazio transizionale' (cioè di passaggio) tra desiderio e realtà, mentre la maschera e gli oggetti scenici fungono - così come i giocattoli per il bimbo - da `oggetti transizionali', poiché consentono all'individuo di sperimentarsi nei diversi ruoli per poi `giocare' quello a sé più confacente.
|
|
Ultimo aggiornamento Martedì 28 Luglio 2009 11:05 |
|
Scritto da Elena Reduzzi
|
|
Martedì 28 Luglio 2009 10:39 |
|

La Compagnia Teatrale Matè nasce nel 2006 a Bergamo, per la volontà di quattro attrici diplomate alla scuola del Teatro Prova di Bergamo. Il loro primo progetto, indipendente, dal titolo “Matè”, ha destato l’interesse del Liceo Scientifico “Lorenzo Mascheroni” e del Liceo “Galileo Galilei” di Caravaggio, quest’ultimo su spinta e ideazione della prof. Elena Reduzzi, che ha coinvolto le sue classi di circa settanta studenti di 2^ Liceo.
A seguire, una presentazione del progetto Matè.
|
|
Ultimo aggiornamento Martedì 28 Luglio 2009 10:47 |
|