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Roberto Vecchioni
| Tutte le parole scritte dagli uomini sono forsennato amore non corrisposto; sono un diario frettoloso e incerto che dobbiamo riempire di corsa, perchè tempo ce n'è poco. Un immenso diario che teniamo per Dio, per non recarci a mani vuote all'appuntamento. Roberto Vecchioni |
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| Written by Elena Reduzzi | ||||||||
| Thursday, 30 July 2009 13:24 | ||||||||
Page 1 of 6 Aspetti della personalità di Giacomo Mellerio attraverso le lettereRelatore: Dr. Elena Reduzzi Ecco a voi la Storia di Vita di uno dei più cari amici del nostro romanziere italiano Alessandro Manzoni...
entrambi milanesi, Mellerio si è distinto come grande benefattore. Presso la Biblioteca A.Maj di BG è conservato il fitto Archivio Mellerio, che contiene circa 3160 lettere, scritte dal o al Mellerio. A ciò si aggiungano le 450 lettere scritte dal conte Giacomo Mellerio all’abate filosofo Antonio Rosmini, depositate all’Archivio Rosminiano di Stresa (Verbania), città dove il filosofo muore nel 1855. Premetto che io, più che una storica, sono una letterata. E’ vero che, essendo io docente di Lettere nei Licei, insegno sia Letteratura Italiana che Lingua e Letteratura Latina che Geografia Umana che Storia Antica e Medioevale, tuttavia ho preferito osservare la personalità del conte Mellerio soprattutto da un punto di vista squisitamente letterario. Da un primo spoglio dei documenti cartacei, si delinea un personaggio più complesso rispetto all’apparenza. Per conoscere al meglio la personalità del conte, bisognerebbe tener conto di sfaccettati aspetti che l’hanno caratterizzato in vita: Mellerio è stato un uomo di cultura, amante dei libri, appassionato di arte e di teatro (fosse esso recitato in italiano o in francese), ma è stato anche un uomo politico integerrimo, più intransigente con se stesso che con gli altri; inoltre un uomo di Fede e un grande scrittore di lettere anche a carattere privato. L’Archivio Mellerio a BG è suddiviso in 12 parti principali. Se si presta particolare attenzione al faldone # 7 – 182 lettere autografe scritte dal conte alla carissima sorella maggiore Maddalena, coniugata Somaglia, lungo l’arco di mezzo secolo: 1790-1840- e al faldone #9 –altre 26 lettere sistemate in ordine cronologico-, emergono spunti interessanti sulla sua personalità:
Nel catalogo 7, composto dalle 182 lettere autografe che dal 1790 al 1840 G.M. indirizza alla sorella, egli sovente si lamenta del fatto che mentre lui, x ogni piccolo spostamento che effettua sia in Italia che all’estero, le scrive almeno due righe, lei risponde poco e, quando lo fa, risponde laconicamente. Egli si premura sempre di avvisare la sorella sul proprio stato di salute e chiede a sua volta circa lo stato di salute dei suoi cari, con particolare cura dell’anziano zio; inoltre G.M. si premura di tenere a Maddalena una sorta di “Diario di bordo” su ciò che vede a livello sia topografico che corografico. Ecco ciò che Giacomo scrive alla sorella: “Che tu abbia delle occupazioni, lo credo, e ne godo; che tu ti diverta, è giusto, ed è il tuo tempo; ma che tu non trovi il tempo per scrivermi…mi dà tante tristi risposte” (Archivio Mellerio, Fasc. 7) oppure similmente: “Se tu hai da fare, io ne ho più di te […]Ti prego di mandarmi in una letterina le nuove tue, dello zio e dell’altre persone che m’interessano […] Sii pur laconica quanto vuoi”. (Archivio Mellerio, Fasc. 7 – lettera38) “Ho tanta la bile per non aver trovato neppure una lettera alla posta.. che ho un preciso bisogno di sfogarmi con qualcheduno. Questo disappunto mi ha messo di cattivo umore e il tempo, che è detestabile, non è fatto certo per dissiparlo” (Archivio Mellerio, Fasc. 7 – lettera40, datata 7/2/1810) Questa citazione può servire a mettere in risalto anche un difetto del conte. Mellerio, da tutti giustamente ritenuto grande benefattore, fa più di una volta il mea culpa, puntando il dito contro un lato del suo carattere: quello di essere un po’ lunatico e di cambiare umore facilmente. Ma questo è anche un bene, perché se nella lettera or sopra citata egli emerge un poco irascibile nei riguardi della sorella, nelle lettere successive è tutto un ringraziamento ed un’attestazione di delicato amore. “Scrivimi tutto con dettaglio, dimmi il tuo metodo di vita, parlami delle persone che vedi con maggior frequenza, insomma immaginati di essere meco, e dimmi senza riserva tutto quello che ti passa per la mente. Con chiunque altro sarebbe forse troppo pretendere, ma con te non posso credere di essere eccessivo nelle mie domande. […] Martedì sarò a Firenze, il che significa molte miglia più vicino a te ed alla mia bimba. Questo pensiero mi consola. Che sarà dunque allora che dopo 4 mesi di assenza potrò riabbracciare e l’una e l’altra?” (Archivio Mellerio, Fasc. 7 – lettera52, aprile 1810)
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| Last Updated on Thursday, 06 August 2009 10:39 |






