Home Comicoterapia Comicoterapia: cos'è?

Fernando Pessoa

 

Non sono niente.
Non posso volere essere niente.
A parte ciò,
ho in me tutti i sogni del mondo.

Fernando Pessoa

Citazioni

Il vero simbolo del teatro terapeutico è la casa privata.
Qui il teatro emerge nel suo senso più profondo, perchè i segreti più preziosi resistono violentemente
rifiutando di lasciarsi toccare e mettere in mostra.
E' l'elemento completamente privato.  La prima casa stessa, il luogo dove la vita comincia e finisce, la casa della nascita e la casa della morte, la casa delle più intime relazioni interpersonali
diventa un palcoscenico e uno scenario.
Il proscenio è la porta centrale e il balcone. La platea è nel giardino, nella strada. Le persone recitano di fronte a sè la loro stessa vita. Il luogo del conflitto e il suo teatro sono gli stessi. Vita e fantasia diventano uguali e simultanee. Le persone sperimentano la realtà per la seconda volta, ma come padroni. Tutto il passato viene trascinato fuori dalla sua tomba e risponde all'appello. Perchè i protagonisti possono uscire dalle loro gabbie, essi rivelano le ferite più profonde e segrete, che ora sanguinano apertamente.


J.L.Moreno

Manuale di Psicodramma.

Il teatro come terapia

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Comicoterapia: cos'è? PDF Stampa E-mail
Scritto da Elena Reduzzi   
Martedì 28 Luglio 2009 11:17

Relazione di consuntivo dell’attività di Comicoterapia, che si svolge dal 1999,
sotto la supervisione e conduzione della Dr. Elena Reduzzi

Difetti, disturbi e malattie possono avere un ruolo di paradosso, portando alla luce risorse, sviluppi, evoluzioni e forme di vita latenti che, in loro assenza, potrebbero non essere mai osservati e nemmeno immaginati.
(“Un antropologo su Marte” di Oliver Sacks)


Premessa
La Comicoterapia a Bergamo nasce come formazione/orientamento per gli adolescenti, inizialmente come prevenzione del drop out giovanile, poi come scelta di un volontariato consapevole con bimbi ospedalizzati e/o portatori di handicap.

Oggi che il confine tra salute e malattia pare divenuto sempre più fragile -essendosi allargato dal solo ambito fisico a quello psicofisico, affettivo, emotivo- si fa più che mai urgente l’esigenza di proporre percorsi che possano fornire agli adolescenti orizzonti di senso su cui progettare la costruzione della propria Identità. L’adolescente è oggi, talvolta, acrobata tra la propria affettività in sviluppo e un’equilibrata Immagine di Sé: un’attività laboratoriale che li motivi li porta spesso a riflettere sul loro “esserci al mondo”. Tale percorso può risultare utile agli adolescenti anche come Orientamento verso scelte universitarie (per es. Medicina, Psicologia, Scienze Umane, Scienze dell’Educazione).

 

Finalità
In linea con quanto espresso dalla Legge n°53/2003 (Riforma Moratti) la finalità educativa ultima del corso è l’Educazione alla Convivenza Civile, sia attraverso l’Educazione alla Salute che attraverso l’Educazione alla pace. Ciò deve passare, innanzi tutto, attraverso la messa in discussione del Sé, su cui lavoro.

Obiettivi educativi

  1. Promuovere l’attenzione degli studenti che partecipano al progetto verso le dinamiche relazionali con soggetti in condizioni di sofferenza fisica, psichica, solitudine, emarginazione;
  2. Dare competenze teoriche sulla Sociologia della Comunicazione, Antropologia teatrale, Teatroterapia, Costruzionismo sociale, Terapia Narrativa etc.
  3. Fare acquisire agli studenti, attraverso la comicoterapia, competenze di animazione teatrale, per le quali è prevista una formazione specifica;
  4. Trasformare gli studenti coinvolti nel laboratorio da semplici spettatori di ciò che avviene intorno a loro in attori;
  5. Prendere coscienza di come porsi in maniera propositiva di fronte ad un problema, individuale o sociale, e attuare strategie per risolverlo.

Luoghi
La Comicoterapia si svolge presso il Liceo Scientifico Statale “F. Lussana” (in palestrina). Lì è il luogo deputato sia per le lezioni teoriche che per la parte pratica (prove di sketch prima delle animazioni nelle Pediatrie degli Ospedali, etc.)

Tempi
L’annualità di Comicoterapia ha inizio ogni anno a fine settembre e termina i primi di giugno, in concomitanza con l’A.S., il cui calendario è seguito anche dalla ‘Scuola in Ospedale’, dove sono ricoverati i piccoli degenti.
Gli incontri con i miei studenti, presso il Liceo “Lussana”, hanno generalmente una cadenza bisettimanale nella stagione autunno-inverno; la cadenza diventa poi settimanale da febbraio a giugno. Ciò è dato dal fatto che nei primi mesi del corso le lezioni si seguono a grande gruppo, mentre nella seconda parte del corso tendo ad incontrarmi con le coppie che, di volta in volta, dovranno entrare in ospedale ad animare i bambini.
Le entrate negli Ospedali Riuniti di Bergamo è di giovedì ed ogni giovedì accompagno in ospedale una coppia diversa di studenti, che rappresentano uno sketch diverso.
Ciò è fatto nel rispetto dei bimbi lungodegenti: cambiare sketch ogni settimana significa tenere la loro motivazione verso le nostre animazioni sempre alta.

Utenza
Il primo gruppo di corsisti del 1999 era di 12 studenti del Liceo “Lussana” stesso.
A partire dal 2000 il desiderio di entrare a far parte del gruppo si è diffuso tra gli studenti, per quanto io tendessi a ‘chiudere’ il numero non oltre i 20-22 studenti, data la delicatezza del campo d’azione, proprio della Comicoterapia.
Tra i criteri di selezione vi era: l’età (ho sempre privilegiato gli studenti del triennio del Liceo, in quanto protagonisti di una fase evolutiva un po’ più matura rispetto a quelli del biennio); eventuali proprie pregresse esperienze di ospedalizzazione (ciò sovente favorisce la capacità di sapersi ‘mettere nei panni di’); abilità artistiche (saper costruire creativamente i palloncini, saper suonare uno strumento ‘portabile’ in ospedale etc.).
Dal 2005 il Liceo “Lussana”, su richiesta di svariate agenzie socio-educative del Comune di Bergamo, ha aperto le porte –per le selezioni- anche ad altri possibili corsisti, da reclutare tra il Liceo Scientifico Statale “Mascheroni”, il Liceo SocioPsicoPedagogico “Secco Suardo” e l’Ist.Sup. “Vittorio Emanuele II”.
Nel febbraio 2006, cinque tra le mie migliori ex corsiste (ora studentesse universitarie, alcune proprio in Medicina) sono state trasformate in Tutor delle ‘nuove leve’.
Ho ritenuto opportuno operare questo ‘passaggio di ruolo’, poiché mi è capitato più volte di ritrovarmi ex studenti che, alla fine della loro annualità di Comicoterapia, desideravano non concludere il percorso, quanto piuttosto approfondirlo.
Ho pertanto colto dall’esigenza degli studenti che la Comicoterapia non può dirsi un’esperienza ‘esauribile’ in un anno, ma da proseguire sotto diversi aspetti: a qualcuno potrebbe servire come parte del Tirocinio universitario, ad altri è invece effettivamente servito come materiale per Tesine che io ho personalmente curato

Gli Ospedali:

reparti di Pediatria, Cardiochirurgia pediatrica, oncologia pediatrica
Il progetto educativo delle animazioni dei miei ragazzi in ospedale è stato possibile per mezzo di una Convenzione stipulata,e rinnovata ogni anno, tra il Liceo Scientifico “Lussana” e la ‘Scuola in Ospedale’, che dipende dalla scuola “S.Lucia” di Bergamo e che si occupa di garantire la continuità educativa dell’utenza -0/18 anni- nei casi di ospedalizzazione più o meno lunga.
Ogni bambino ospedalizzato ha, infatti, diritto all’istruzione.
Chiaramente il setting educativo risulta prettamente diverso da quello scolastico ‘normale’, in quanto in ospedale le insegnanti devono innanzi tutto fare i conti con un elevato turn over dei bimbi/ragazzi, nonché del fatto che i tempi nella scuola in ospedale dipendono dalle visite che il bimbo deve effettuare e di eventuali problemi insorgenti. Anche l’immagine del bambino in ospedale è diversa: lì a scuola si va in pigiama (ecco perché la redazione del loro giornalino si chiama: ‘A scuola in pigiama’); alcuni di loro vanno a lezione trascinandosi dietro, tra l’altro in maniera molto abile, la flebo o qualcosa altro.
Il nostro intervento di comicoterapia si svolge nel dopo-scuola, quindi al pomeriggio, generalmente dalle 14:15 alle 16:15, ossia dopo la ‘penichella’ dei bambini e prima della merenda.
Queste precisazioni servono a farci capire come, in ospedale, poco sia lasciato all’improvvisazione, per lo meno a livello organizzativo: la nostra presenza in ospedale viene strutturata secondo una calendariuzzazione precisa, che crei una certa ‘ritualità’

La Comicoterapia e l’Università
L’incontro tra il progetto Comicoterapia e l’Università risale al 2001, su invito della Prof.ssa Antonietta Albanese, docente di Psicologia Sociale all’Università degli Studi di Milano. L’Albanese ha voluto che i ragazzi del Liceo relazionassero a quelli dell’Università, in merito al loro Tirocinio in ospedale, al fine di dare un aggiornamento sulle esperienze che circolano in Lombardia.
Un nuovo incontro con il mondo universitario è stato invece, a partire dal maggio 2006, quello con i ‘Corsi elettivi’ della Facoltà di Medicina, svolti presso l’Ospedale “S.Giuseppe” di via S.Vittore, a Milano. Durante questi incontri gli studenti di Medicina (I o II anno di corso) hanno potuto confrontarsi con la comicoterapia da un punto di vista teo-pratico: la parte teorica è stata condotta da me; per quanto attiene la parte pratica ho invece portato con me un paio di Tutor.
Non squisitamente universitaria, ma comunque formativa, è stata l’esperienza con VIDAS, a Milano, Ass. da anni impegnata nell’assistenza domiciliare ai malati terminali e che solo recentemente ha inaugurato l’Hospice, in zona Bonola, specializzato in cure palliative per i malati oncologici terminali per i quali non è ipotizzabile il domicilio.
Lì, più che la comicoterapia pura, è entrata la Teatroterapia e le varie strategie di comunicazione, non tanto nei confronti del degente quanto invece nei confronti della famiglia del malato e di tutto il mondo di volontari che ad essi girano intorno.

La Comicoterapia e le esperienze all’estero
Nell’aprile 2002 è avvenuto il mio incontro con il dr. Patch Adams, reso celeberrimo dal film omonimo, interpretato da un mirabile Robin Williams. Dopo un paio di mesi Patch mi telefona dall’America per invitarmi a partecipare con lui e con il suo team ad uno dei suoi Healing Tours, per l’esattezza a novembre2002 in Russia (Mosca e S.Pietroburgo), proprio a meno di un mese di distanza dal tragico evento successo nel teatro di Mosca,con l’eccidio di diversi uomini e donne.
E da lì è stata subito chiara una regola, che attiene anche la comicoterapia: il teatro che andiamo facendo non è un teatro dalle velleità estetiche, bensì un teatro sociale e, pertanto, esso deve saper entrare nei diversi ambiti sociali (con tutte le sfumature che ciò significa: dal socio-assistenziale al socio-educativo). La comicoterapia è pertanto applicabile negli ospedali –con particolare cura ad alcuni reparti-, nelle scuole di diverso ordine e grado, negli orfanotrofi, nelle comunità alloggio, nei centri per handicap etc.
All’estero abbiamo girato parecchi orfanotrofi.
Dal 2003, parlando con il Dirigente Scolastico del Liceo “Lussana”, abbiamo entrambi pensato di premiare i tre studenti migliori e più motivati del corso di Comicoterapia di quell’anno, facendoli partecipare –sotto la mia supervisione- ad un’iniziativa estiva di Turismo Sociale, promossa dallo stesso Parch. Si trattava del Volga River Camp, ossia di un’esperienza dove i miei alunni italiani avrebbero incontrato altri studenti americani su un battello, organizzato come un Campus, che avrebbe risalito tutto il corso del fiume Volga.
Ogni studente si doveva prendere in carico un orfano ceceno, ‘adottandolo’ per un mese sul battello. Nella nostra iniziativa il Liceo “Lussana” è stato parzialmente aiutato dallo sponsor di una banca locale. Le giornate sul battello, per gli ormai ex studenti del “Lussana”, si svolgevano tra lezioni di teatroterapia, comunicazione, canto, clownerìe.
Il battello attraccava, di tanto in tanto, in prossimità di alcuni orfanotrofi, dove ad animare erano proprio gli studenti, in base alle tecniche apprese nei giorni di Campus sul battello.
Come ringraziamento nei confronti di tutto l’operato dimostrato dalla presenza della comicoterapia sul battello, per la S.Lucia 2003 il fratello di Patch Adams, Wildman, ha visitato il Liceo “Lussana”, alla presenza del Dirigente Scolastico e del Dr.Nicoli, psicologo referente dell’ASL, settore handicap. In tale occasione abbiamo devoluto al fratello di Patch Adams il ricavato della vendita dei biglietti natalizi e dei calendari realizzati dall’Ass. russa ‘Maria’s children’, impegnata dal salvare i bambini dalla strada e dagli abusi, luogo dove si sarebbe recato di lì a poco proprio Wildman.
Nel 2004 la missione all’estero ha riguardato l’Argentina, a pochi mesi dal tragico sequestro Blumberg e in piena crisi socio-economica del Paese.
Nel 2005 l’esperienza d’aggiormamento si è svolta direttamente a casa di Patch, nel suo Gesundheit Institute, situato in West Virginia, a 20 miglia da Lewisburg.

La Comicoterapia e gli eventi/manifestazioni in Italia

  • A.S. 2003/2004: la ‘Comicoterapia nella Didattica’ delle scuole secondarie di I° di Lallio (Bg)
  • Marzo 2003-2004: partecipazione alla Rassegna per Teatro Ragazzi “Osiamo Teatro” di Osio Sotto, con sketch per bambini
  • Marzo 2005-2006: animazione di un centinaio di bambini dell’asilo di Bonate Sotto, in occasione del Carnevale 
  • Settembre 2005: allestimento spettacolo di comicoterapia a Nembro (17.09.2005), selezionato per partecipare alle 2^ Rassegna di Teatro Universitario italiano
  • Maggio 2006: partecipazione attiva ai 3 giorni per la “Festa del Volontariato” in piazza, organizzata dal CSV (Centro Servizi per il Volontariato) di Bergamo.Noi della Comicoterapia siamo stati ospitati dallo stand dell’Ass. ‘ Amici della Pediatria’ ed abbiamo organizzato turni di presenza tra me i ragazzi del Lussana dalle 10:00 alle 23:00, nei giorni 12.5, 13.5, 14.5 2006. Abbiamo fatto sketch in piazza per bambini e sensibilizzato la popolazione su questa attività.
  • Novembre 2006: sketch di “Biblico & Teca” in ospedale a Bergamo, in occasione della ‘Settimana del bambino in ospedale’.
Dicembre 2002: abbiamo inaugurato il CRH, Centro Residenziale per Handicap, di Piario, in alta Val Seriana