Home Comicoterapia Lettere degli studenti Lettera di Michele Biffi 22-06-07

Fernando Pessoa

 

Non sono niente.
Non posso volere essere niente.
A parte ciò,
ho in me tutti i sogni del mondo.

Fernando Pessoa

Citazioni

Il vero simbolo del teatro terapeutico è la casa privata.
Qui il teatro emerge nel suo senso più profondo, perchè i segreti più preziosi resistono violentemente
rifiutando di lasciarsi toccare e mettere in mostra.
E' l'elemento completamente privato.  La prima casa stessa, il luogo dove la vita comincia e finisce, la casa della nascita e la casa della morte, la casa delle più intime relazioni interpersonali
diventa un palcoscenico e uno scenario.
Il proscenio è la porta centrale e il balcone. La platea è nel giardino, nella strada. Le persone recitano di fronte a sè la loro stessa vita. Il luogo del conflitto e il suo teatro sono gli stessi. Vita e fantasia diventano uguali e simultanee. Le persone sperimentano la realtà per la seconda volta, ma come padroni. Tutto il passato viene trascinato fuori dalla sua tomba e risponde all'appello. Perchè i protagonisti possono uscire dalle loro gabbie, essi rivelano le ferite più profonde e segrete, che ora sanguinano apertamente.


J.L.Moreno

Manuale di Psicodramma.

Il teatro come terapia

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Lettera di Michele Biffi 22-06-07 PDF Stampa E-mail

Ciao Elena...

Sono il Principe Perdinci, che ogni tanto esce dal suo castello... volevo scriverti per sapere come stavi, come stavano tutti, come andava avanti il
tuo magnifico progetto di comicoterapia... io ora vivo a Milano per quasi tutta la settimana... la mia facoltà di architettura va benissimo, mi piace
molto e i voti sono ottimi...(per la gioia della mamma di cui sono stato per anni il cruccio e la disperazione)... qua quindi va tutto alla grande se non
si considera l'afa, le zanzare e il traffico killer! solo che spesso mi capita di pensare a voi, e alle vostre avventure... mi capita di pensare alla
mia spada finta e al mio vestito blu scintillante... non ho la vocazione del medico come il mio Cantagallo, ho paura degli aghi e del sangue...

 

mi hanno detto che ci si abitua ma io non mi abituerò mai all'idea di un bisturi che apra le pance per entrare nella grande imperfetta macchina del corpo
umano... però in queste notti dove penso al mio cavallino finto sento che mi manca qualcosa... mi manca il sorriso dei bimbi malati, mi manca il sostegno
della mia profe preferita dal fondo della sala, mi manca quell'emozione fortissima del riso dei bimbi... dovrei essere felice perchè ho tutto, ma mi
sento incompleto... mi sento impotente di fronte al dolore... mi è capitato in questo mese di assistere ad una zia che sta morendo di tumore... sono entrato
nella sua stanza con il sorriso, come facevamo noi..lei era felice e rideva..abbiamo scherzato e me ne sono andato con la promessa che non facevo
ne il grande fratello ne uomini e donne... mi sono regalato 15 minuti di felicità, e a lei 15 minuti senza pensare al dolore! mi sono sentito felice,
come una volta... completo!!così volevo ancora ri-ringraziarti perchè tramite te e il tuo progetto capisco ogni giorno di più quanto è bello ed importante
un sorriso... mi manca e mi mancate... come palloncini so fare sempre e solo ancora la spada, ma mi sono affinato e la faccio bella e velocissimo! grazie
per avermi fatto trovare e provare i mille sorrisi dei bimbi e di voi... vi ricordo sempre perchè siete splendide persone... quando sorrido fra un muro e
una trave penso sempre a noi e a chi è più sfortunato... il castello del Principe Perdinci non ha mura ne fossati, è aperto a tutti... e per tutti i
bimbi che mi conoscono solo come un principe fifone resterà per sempre il castello più colorato...
un abbraccio sincero... sempre Vostro:

il P.P.