Home Comicoterapia Lettere degli studenti Lettera di Coccinella Alice Allegrini S. Natale 2006

Fernando Pessoa

 

Non sono niente.
Non posso volere essere niente.
A parte ciò,
ho in me tutti i sogni del mondo.

Fernando Pessoa

Citazioni

Il vero simbolo del teatro terapeutico è la casa privata.
Qui il teatro emerge nel suo senso più profondo, perchè i segreti più preziosi resistono violentemente
rifiutando di lasciarsi toccare e mettere in mostra.
E' l'elemento completamente privato.  La prima casa stessa, il luogo dove la vita comincia e finisce, la casa della nascita e la casa della morte, la casa delle più intime relazioni interpersonali
diventa un palcoscenico e uno scenario.
Il proscenio è la porta centrale e il balcone. La platea è nel giardino, nella strada. Le persone recitano di fronte a sè la loro stessa vita. Il luogo del conflitto e il suo teatro sono gli stessi. Vita e fantasia diventano uguali e simultanee. Le persone sperimentano la realtà per la seconda volta, ma come padroni. Tutto il passato viene trascinato fuori dalla sua tomba e risponde all'appello. Perchè i protagonisti possono uscire dalle loro gabbie, essi rivelano le ferite più profonde e segrete, che ora sanguinano apertamente.


J.L.Moreno

Manuale di Psicodramma.

Il teatro come terapia

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Lettera di Coccinella Alice Allegrini S. Natale 2006 PDF Print E-mail

"ma non si arriva se non per ripartire.
Si pianta la tenda, si cerca il luogo più adatto per riposare, ci si ambienta e quasi si familiarizza con il paesaggio,
e a sera si dialoga con le stelle: ma poi, quando si fa giorno, si riparte.
La tenda viene ripiegata, si cancella ogni traccia, e si va, portando nel cuore quella ricchezza di cose e di persone che si è vissuta.
Poi, un'altra tappa, un altro incontro con altre persone e altre cose: ma le stelle saranno ancora quelle,
ancora quelle nuvole, l'acqua, il fuoco, ancora quella gioia di arrivare.

Non si sta fermi: siamo fatti per camminare, per crescere, per divenire. Questa è la legge della vita e in particolare di quella umana.
Anche se una forma capillare e subdola di pigrizia vorrebbe portarci a credere di essere arrivati,
di essere formati, di aver raggiunto una maturità, e quindi di poterci fermare
e costruire la nostra casa di cemento, la verità del nostro essere liberi e intelligenti
fa capire che là dove siamo ora non è che una tappa e che la strada è ancora lunga.
Ma mettersi in cammino non significa divorare chilometri, attraversare i mari e raggiungere
una velocità supersonica, significa soprattutto aprirsi agli altri,
andare alla loro scoperta, incontrarsi con loro." 

A te che sei sempre in movimento (non solo in senso figurato)
alla ricerca di nuovi stimoli, auguro di trovare sempre "altri da incontrare"