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Fernando Pessoa

 

Non sono niente.
Non posso volere essere niente.
A parte ciò,
ho in me tutti i sogni del mondo.

Fernando Pessoa

Citazioni

Il vero simbolo del teatro terapeutico è la casa privata.
Qui il teatro emerge nel suo senso più profondo, perchè i segreti più preziosi resistono violentemente
rifiutando di lasciarsi toccare e mettere in mostra.
E' l'elemento completamente privato.  La prima casa stessa, il luogo dove la vita comincia e finisce, la casa della nascita e la casa della morte, la casa delle più intime relazioni interpersonali
diventa un palcoscenico e uno scenario.
Il proscenio è la porta centrale e il balcone. La platea è nel giardino, nella strada. Le persone recitano di fronte a sè la loro stessa vita. Il luogo del conflitto e il suo teatro sono gli stessi. Vita e fantasia diventano uguali e simultanee. Le persone sperimentano la realtà per la seconda volta, ma come padroni. Tutto il passato viene trascinato fuori dalla sua tomba e risponde all'appello. Perchè i protagonisti possono uscire dalle loro gabbie, essi rivelano le ferite più profonde e segrete, che ora sanguinano apertamente.


J.L.Moreno

Manuale di Psicodramma.

Il teatro come terapia

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Comicoterapia - Lettere degli studenti
Lettera di Princi-Fessa Silvia Goggi 25-08-2007 PDF Stampa E-mail

Cara elena, finalmente a casa ti posso scrivere!

Sono tornata dall’India Giovedì sera, venerdì mi sono ripresa, e oggi che è sabato già ti scrivo! Come stai tu?? Che hai fatto in questo mese in cui non ho avuto tue notizie? Aspetto un resoconto di soli gossip!

Ho così tante cose da raccontarti che non so davvero da che parte cominciare.

Anzi, in realtà lo so, ed è la parte di viaggio da cui ieri ho iniziato nel raccontare al mio migliore amico e alla mia migliore amica. Perché prima inizio dalle cose brutte, così le esaurisco subito, e poi posso soffermarmi sulle belle.

 
Lettera di Serena Pinto 11.06.2007 PDF Stampa E-mail
Martedì 28 Luglio 2009 12:10

Ciao, sono Sbrodolina e frequento il corso di comicoterapia da 4 anni.
Per me questo corso è stato molto più di un corso per imparare a fare il clown. Quando sei in quelle camere non puoi pensare a te stessa,
ma devi concentrarti totalmente sui bambini, devi pensare cosa potrebbe piacergli, cosa potrebbe distrarli e quando vedi che sei riuscito a portare
un po' di sollievo a loro e alle loro famiglie è una gioia incredibile. Non è sempre facile essere un clown perchè devi ridere
anche quando vorresti non farlo, anche quando vedi bambini star male, famiglie preoccupate e questo a volte mi risulta difficile.
La comicoterapia mi mette sempre di fronte al limite. Ogni volta che entro in ospedale provo emozioni così
contrastanti: entusiasmo paura ansia gioia, ma ne vale la pena, ne vale veramente la pena.
La comicoterapia mi ha aiutato a diventare la donna che sono ,molto più sicura, più capace di mettermi in gioco e ironizzare sui miei difetti.
E poi ci sono le mie compagne che devo ringraziare enormente: innanzitutto la mia patner, lo Stregatto,
con lei ho fatto ogni sketch e oramai insieme riusciamo ad improvvisare senza alcuno sforzo, capisce quando sono in difficoltà e mi soccorre alla grande.
Cocci Pippi il pappagallo sono straodinarie sia come persone che come "colleghe".
Per un anno ho avuto la possibilità di fare da Tutor a ragazze e ragazzi molto in gamba, è stato bello poter insegnare loro qualcosa.
E non ci si può dimenticare di Elena, la capa di tutta questa banda di matti sempre impegnata a far coincidere date,

a cercare di insegnarci cose nuove e a tenere insieme tutti noi.

Baciooooooni a tutti....

Cclown Sbrodolina!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Serena Pinto, Tutor

 
Lettera di Coccinella Alice Allegrini S. Natale 2006 PDF Stampa E-mail

"ma non si arriva se non per ripartire.
Si pianta la tenda, si cerca il luogo più adatto per riposare, ci si ambienta e quasi si familiarizza con il paesaggio,
e a sera si dialoga con le stelle: ma poi, quando si fa giorno, si riparte.
La tenda viene ripiegata, si cancella ogni traccia, e si va, portando nel cuore quella ricchezza di cose e di persone che si è vissuta.
Poi, un'altra tappa, un altro incontro con altre persone e altre cose: ma le stelle saranno ancora quelle,
ancora quelle nuvole, l'acqua, il fuoco, ancora quella gioia di arrivare.

 
Lettera di Marco 09-01-2003 PDF Stampa E-mail

Ciao!
Speravo facesse meno freddo... e

Invece no! (NO NO, E POI NO!!! ECCO, NO!)

Ohi????????????????? come state buzzurelloni del gruppo Comicoterapia???
Vi mando la letterona del fiume Volga che mi ha inviato la nostra comico-biondona
(clown ghiottolino...... basta sbavare... guarda che lo vedo il rigagnolino.... ooo... altro che rotolini San Carlo...)

NESSUNO HA ANCORA RISPOSTO....

 
Lettera di Maria Teresa Galati 15-01-06 PDF Stampa E-mail

Ciao Redux!
Direi che siamo finalmente pronte per esporti il nostro progetto!!! Anche se Francesca ti ha già scritto, preferisco rischiare di ripeterti le
stesse cose piuttosto che tralasciare qualcosa. Come sai abbiamo deciso di partire dalla trama ed elaborare i personaggi.
I protagonisti dello sketch saranno i libri: libri grandissimi, piccolissimi, libri che contengono un intero regno, fatti di stoffa, di foglie, il libro
più antico del mondo, il libro fatto di specchi, il libro trasparente, il libro carnivoro? e tutti quei libri che la fantasia ci suggerirà prima dell'ingresso in ospedale!

 
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